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Eligibles: tutta la free agency NFL in una rubrica, seconda settimana

08:31

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Questo sarà un episodio arrabbiato e, se siete al corrente della mia fede sportiva, non ci metterete troppo a capire il perché.
Oggi non sono per gli scherzi, sono seriamente contrariato, nervoso ed in un certo senso tradito quindi sì, questo episodio per voi sarà probabilmente il più divertente della storia perché dovrete sorbirvi i deliri e le manie di persecuzione di un corvo inalberato.
Per chi non avesse ancora capito il perché di tutto ciò, a capo riga avrete tutte le risposte che stavate cercando.

1) Ravens, aiutatemi a non essere preso in giro

Chi mi conosce lo sa, ne ho parlato per mesi fino ad arrivare ad esserne sicuro, rassegnato.
Anzi, diciamola tutta, dentro di me da qualche parte c’era ancora una minima speranza e voglia di essere smentito, di vedermi sbandierare in faccia la mia incompetenza ed il mio tedioso pessimismo per il quale ogni cosa riguardante il futuro può solo andare male in quanto la felicità non è contemplata, ma questa volta purtroppo non sbagliavo: i Baltimore Ravens, qualche giorno della settimana scorsa che non mi interessa particolarmente ricordare, hanno messo sotto contratto Sammy Watkins per la prossima stagione.
Sammy Watkins.
Non potevo sperare in Allen Robinson, è colpa mia se per qualche mese ho continuamente flirtato con l’idea che il front office potesse spaccare il salvadanaio e sborsare circa 20 milioni l’anno per un ricevitore, e se pretendere Golladay era forse esagerato, si poteva fare sicuramente di più: Corey Davis, Marvin Jones o Curtis Samuel avrebbero indubbiamente dato nuova linfa vitale al reparto offensivo dei Ravens e, soprattutto, nessuno di loro ha messo la propria firma su un contratto irragionevole.
Invece no, dopo non essere riusciti a convincere l’inutile Smith-Schuster ed il sottovalutato Hilton i Ravens hanno fatto l’unica cosa che potevano fare ripiegando su Sammy Watkins, receiver che non gioca tutte e 16 le partite dal 2014 e che fino a questo punto della propria carriera ha superato quota 1000 yard solamente una volta, nel 2015, per poi andare oltre le 600 yard solo nel 2019.
Sammy Watkins.

2) Un front office che non capisco

Scusandomi per la ripetitività, dedico un altro prezioso punto ai Ravens nel tentativo di comprendere la loro offseason anche se questo altro non sarà che un vuoto esercizio di retoriche fine a sé stesso: dov’è la fretta?
Dov’è la disperazione?
Dov’è la consapevolezza che finché Jackson guadagna l’equivalente di due pacchetti di patatine alla paprika è cosa buona e giusta tentare di costruirgli attorno la miglior squadra possibile per vincere ORA, o perlomeno provarci?
Prendiamo come esempio i Buffalo Bills che con una disponibilità salariale ben più ridotta sono stati in grado di trattenere ogni singolo free agent di primo livello ed anzi, pure aggiungere l’ottimo Emmanuel Sanders che in una squadra con ambizioni da Lombardi ci sta sempre: perché loro sembrano aver compreso l’importanza della prossima stagione ed i Ravens no, malgrado la situazione contrattuale di Jackson ed Allen sia pressoché identica?
I Ravens si sono approcciati alla offseason con tre chiarissimi bisogni, wide receiver, pass rusher ed aiuto lungo tutta la linea d’attacco e finora l’unica mossa sensata che hanno fatto è stata quella di mettere sotto contratto l’espertissimo Kevin Zeitler: non escludo che nei prossimi giorni o settimane aggiungeranno un pass rusher navigato come Ingram o Houston, ma perché essere così conservativi?
Che senso ha esserlo adesso, se non garantirsi un altro anno di permanenza in un limbo la cui uscita è stata barricata dai Kansas City Chiefs?
Io questo front office non lo capisco più, scusate per lo sfogo, ora può iniziare il nuovo episodio di Eligibles.

3) Trade frizzantine

Venerdì pomeriggio, dal nulla, due trade hanno sconquassato e monopolizzato le nostre giornate.
Prima i San Francisco 49ers hanno inviato a Miami la dodicesima scelta assoluta, una scelta al terzo round del draft 2022 e le scelte al primo del 2022 e 2023 per scalare il tabellone ed aggiudicarsi alla terza assoluta: non troppi minuti dopo i Dolphins hanno rigirato la dodicesima scelta assoluta – quella appena ricevuta dai ‘Niners -, la 123 ed una scelta al primo round del prossimo anno agli Eagles per la sesta scelta e la numero 156 dell’imminente draft.
Cosa dobbiamo portare a casa da queste trade?
Prima di tutto che i 49ers vogliano tentare il tutto per tutto con una mossa che indubbiamente altererà il futuro della franchigia e mettere le mani su un quarterback come Fields o Lance che se sviluppato con pazienza ed accortezza potrà trasformarsi nel franchise quarterback che Garoppolo non è mai riuscito a diventare mentre, per quanto riguarda i Dolphins, la contro-trade possiamo vederla come definitiva conferma del fatto che Miami voglia mettere le mani su un playmaker che possa aiutare Tua a compiere il salto di qualità che noi tutti – forse un po’ ingiustamente – stiamo aspettando: la brutta notizia è che a separarci dal draft ci sia ancora un mese di vita.

4) La linea verde dei Cardinals

Continua il processo di svecchiamento dei Cardinals che a sostituire il 31enne Patrick Peterson hanno chiamato l’eroico, ed altrettanto 31enne, Malcolm Butler che ha firmato un accordo annuale dal valore di 6 milioni, cifra ben inferiore ai 10 che riceverà dai Minnesota Vikings il probabile Hall of Fame: scherzi a parte Butler – a questo prezzo – è un buon affare soprattutto nel 2021, a pochi mesi di distanza da quella che è stata la sua miglior stagione nell’altrimenti deludente permanenza ai Tennessee Titans.
Arizona in questa offseason sta facendo un discreto lavoro per puntellare il reparto difensivo, soprattutto il pass rush, e qualora il duo Watt-Jones dovesse riuscire a portare la pressione sognata dal front office le mancanze della secondaria verrebbero probabilmente occultate.

5) Questione di cuore… e di testa

TY Hilton, dopo settimane di silenzio, ha sciolto ogni dubbio sul proprio futuro decidendo di rimanere agli Indianapolis Colts per un altro anno: il veloce e sottovalutato ricevitore guadagnerà 10 milioni di dollari – 8 dei quali garantiti – un prezzo tutto sommato giusto che qualora dovesse riuscire ad evitare infortuni potrebbe permetterci di considerare questa mossa come una delle migliori dell’intera offseason.
Ciò che sorprende è il fatto che il fantasma abbia rifiutato un contratto più lungo e con più soldi garantiti offertogli dai Baltimore Ravens e ciò, cari lettori, non è assolutamente banale per un ricevitore di 31 anni poiché garantirsi uno stipendio per un altro paio di stagioni indipendentemente da infortuni e produzione è un qualcosa che a questo punto della carriera tende ad avere il suo peso sulle decisioni di chiunque: evidentemente non aveva voglia di sprecare gli ultimi anni produttivi di attività agonistica a bloccare per le corse.

6) Ultima opportunità per Tevin Coleman?

Doveva essere il titolare, il padrone del backfield nel solitamente esplosivo gioco di corse di Kyle Shanahan ma tanti acciacchi fisici e l’esplosione dei vari Mostert e Wilson lo hanno fatto scivolare in secondo piano fino ad estrometterlo dal progetto tecnico: la carriera di Tevin Coleman, fino a questo punto, è stata deludente ma fortunatamente per lui le opportunità non sono finite.
L’ex-49ers è stato infatti messo sotto contratto dai New York Jets – annuale da circa 2 milioni di dollari – dove si riunirà con l’head coach Robert Saleh e l’offensive coordinator Mike LaFleur, individui con i quali ha già lavorato a San Francisco: dubito che i Jets non aggiungeranno almeno un altro running back al draft ma, ora come ora, le possibilità di Coleman di comandare un backfield condiviso con i vari La’Mical Perine, Ty Johnson e Josh Adams sembrano essere piuttosto alte.

7) Tutte le strade portano a Seattle

L’avventura di Carlos Dunlap ai Seattle Seahawks seppur breve è stata molto interessante: arrivato alla corte di Pete Carroll poco prima dell’ultima trade deadline, l’aggiunta dell’ex-Bengals ha dato vigore ad un reparto difensivo disperatamente bisognoso di aiuto grazie anche a 5.0 sack in otto partite.
Una volta finita la stagione, però, era piuttosto chiaro che Seattle non fosse disposta a pagargli i quasi 15 milioni di contratto che avrebbe dovuto percepire nel 2021 e, senza troppi complimenti, l’8 marzo è stato tagliato: dopo 17 giorni, però, Dunlap è tornato all’ovile ad un prezzo molto più ragionevole, 16.6 milioni spalmati in due stagioni.
Insieme al neo-arrivato Kerry Hyder Dunlap dà a Seattle un pass rush di tutto rispetto.

8) Una svolta epocale

Nella serata italiana di martedì è stato confermato che la prossima stagione NFL sarà composta da 17 partite, non più da 16: questa è una svolta epocale che di fatto cambierà il nostro modo di ragionare di football poiché dopo anni ed anni ed anni ed anni di stagioni da 16 abbiamo avuto modo di creare ed associare un breve giudizio ad ogni possibile record, per esempio nella mia testa 10-6 è sinonimo di rispetto, 8-8 di Jeff Fisher mentre sotto il 5-11 una squadra smette di interessarmi.
Le partite aggiuntive le troverete qua sotto ed al momento l’unica cosa a cui riesco a pensare sono le possibili ripercussioni sul fantasy football e… non avevo chiuso con quella robaccia?

9) Momento Buccaneers

Gentili lettori, a voi l’aggiornamento settimanale sui Tampa Bay Buccaneers.
I Tampa Brady Buccaneers venerdì hanno rinnovato il contratto a Leonard Fournette che sarà un loro giocatore pure nel 2021 grazie ad un contratto annuale dal valore massimo di 4 milioni di dollari.
Pure questa settimana è tutto, grazie per la vostra attenzione, ci sentiamo la settimana prossima per discutere del rinnovo di Antonio Brown.

10) Nuggets!

Continuano i lavori di ristrutturazione lungo la linea d’attacco dei Kansas City Chiefs che questa settimana hanno messo sotto contratto l’ex-Rams Austin Blythe, centro in grado di trasformarsi in guardia all’occorrenza; i Pittsburgh Steelers, incapaci di muovere le catene via terra, hanno deciso di dare un’opportunità al sempre più deludente Kallen Ballage, giocatore che mi stupirei riuscisse a trovare un posticino nel roster dei 53 di settembre: nulla contro il ragazzo, ci mancherebbe, semplicemente non è in grado di correre come testimoniato dal fatto che fino a questo punto della carriera abbia guadagnato in media 3.1 yard a portata.
Buon colpo dei Raiders – ossimoro – che si sono assicurati l’affidabile Willie Snead, reduce da anni traumatici a Baltimore trascorsi a bloccare e rispondere presente le poche volte che è stato chiamato in causa ed a proposito di ricevitori, Adam Humphries tenterà di far ripartire la propria carriera a Washington: l’ultima stagione dell’ex-Titans è stata compromessa da un trauma cranico e dall’immancabile Covid-19.


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Author: Mattia Righetti

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