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Dominio Buccaneers al Super Bowl: Chiefs annientati, settimo anello per Tom Brady

12:04

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Il fatto che possa succedere veramente di tutto è uno degli aspetti più affascinanti di questa disciplina, ma in tutta sincerità una partita del genere non me l’aspettavo, anche se visti i giocatori coinvolti nulla era da scartare a priori: la partita di questa notte, molto semplicemente, ha saputo sorprendermi, meravigliarmi, portarmi a chiedere se ciò a cui stavo assistendo fosse vero o un sogno che, vista l’ora, per qualcuno era più simile ad un incubo.
Questo è il Super Bowl, perciò permettetemi di non perdermi eccessivamente in convenevoli ed iniziare con la narrazione di quanto successo in campo.

Si parte, palla ai Buccaneers ed è immediatamente three and out, la difesa dei Chiefs sembra essere venuta per giocare: nemmeno il tempo di finire di formulare questo pensiero che pure Kansas City è stata costretta al punt dopo un drive sicuramente particolare, in quanto praticamente ogni iarda guadagnata è arrivata via terra tramite le gambe di Patrick Mahomes.
Possesso di nuovo ai Bucs che dopo un fulmineo primo down arrivato grazie a Ronald Jones vengono sopraffatti dal front seven allenato da Spagnuolo: su terzo down, infatti, Tom Brady viene inghiottito dalla pressione avversaria.
A mettere a segno il sack, il primo di giornata, ci pensa Frank Clark che in postseason, esattamente come l’anno scorso, sembra ingranare una paio di marce in più.

A seguito di un punt non particolarmente fortunato Kansas City comincia a muovere le catene, ancora una volta tramite il gioco di corse, ed ecco che arriva forse la prima giocata decisiva della partita: se secondo down Mahomes cerca la profondità forte della free play arrivata in seguito ad un fuorigioco di Pierre-Paul e non fosse per uno sforzo sovrumano di Murphy-Bunting quasi sicuramente Pringle sarebbe stato in grado di completare la ricezione e mettere a segno il primo touchdown di giornata.
Niente da fare, primo down automatico ma il drive dei Chiefs muore così, a suon di incompleti: Butker non ha particolari problemi a convertire un piazzato da 49 yards ed ecco i primi punti di giornata, 3 a 0 Chiefs.
Le cose, da quel punto in poi, sarebbero cambiate.

Tampa Bay comincia a muovere le catene con regolarità, un mix letale di corse di Fournette e lanci sul medio-lungo di Brady mettono all’angolo la difesa dei Chiefs che, in men che non si dica, si trova con le spalle al muro, o la end zone se preferite: Brady, senza alcuna difficoltà, pesca Gronk libero nella flat e per il futuro Hall of Famer completare la passeggiata che lo separa dal touchdown è una formalità, 7 a 3 Buccaneers.
La risposta dei Chiefs, la tanto attesa risposta dei Chiefs, non arriva poiché la folle pressione portata dalla linea difensiva dei Buccaneers non gli permette di respirare: la mancanza dei tackle titolari si sta già facendo sentire e così, nel giro di un minuto, l’attacco di Mahomes è nuovamente costretto ad accomodarsi a bordocampo.

Una stupidissima penalità fischiata su Chris Jones a seguito di un secondo down permette ai Buccaneers di continuare imperterriti a muovere le catene ed il reparto difensivo dei Chiefs, chiaramente confuso, comincia a perdere i colpi: Evans, infatti, vince senza alcun problema il proprio matchup e guadagna 33 fulminee yards che portano nuovamente Tampa Bay in red zone.
Ad un passo dal touchdown, però, l’attacco dei Bucs si inceppa, o meglio, la difesa dei Chiefs sale in cattedra e, dopo che un miracoloso recupero di Hitchens ci ha privato dell’opportunità di vedere un offensive lineman mettere a segno un touchdown al Super Bowl, erige un muro dinanzi alla goal line sul quale il buon Ronald Jones si schianta due volte consecutive: una di queste coincide con un quarto down, palla dunque ai Chiefs che inizieranno il drive a pochi centimetri dalla propria end zone.

Il drive di KC partirebbe anche bene, in quanto Mahomes pesca immediatamente Hill per un guadagno di una quindicina di yards, ma pure questa volta il reparto difensivo allenato – splendidamente – da Todd Bowles continua a mettere pressione sul prodigioso quarterback avversario ed il loro drive muore con un triste punt, completamente svirgolato dal rookie Townsend che regala così un’ottima posizione di campo agli avversari.
Mathieu intercetterebbe Brady ma, purtroppo per lui e per i Chiefs, Ward viene sanzionato per una trattenuta: Tampa Bay non riesce a sfruttare nel migliore dei modi la nuova opportunità e viene costretta ad accontentarsi di un piazzato convertito da Succop… peccato solo che gli arbitri lo annullino per un – dubbio, per usare un eufemismo – offside di Hardman.
Continuare a dare occasioni a Tom Brady non è una buona idea ed infatti, immediatamente, arriva il secondo touchdown della giornata dell’incredibile Gronkowski: 14 a 3 Buccaneers.

I Chiefs a questo punto sono costretti a fare qualcosa, qualsiasi cosa, ma uscire a mani vuote pure da questo drive non sembra essere sostenibile: Mahomes inizia a connettere con il proprio giocattolo preferito, o perlomeno più affidabile, Kelce ed i Chiefs, finalmente, ci ricordano di essere i Chiefs.
Arrivati in red zone, però, non sembrano trovare un modo per cogliere di sorpresa l’ottima difesa dei Buccaneers e così, sotto pressione su terzo down, Mahomes sparacchia a bordocampo: un comodo piazzato di Butker porta il risultato sul 14 a 6, ma attenzione, c’è ancora un minuto da giocare prima dello show di The Weeknd.

Reid, a mio avviso sbagliando, decide di chiamare due timeout consecutivi nel tentativo di fermare il cronometro al fine di salvare il tempo sufficiente per tentare di portare a casa qualche altro punticino prima dell’intervallo, ma così facendo si tira la zappa sui piedi poiché Brady non solo converte il seguente terzo down, ma subito dopo cerca Evans in profondità ed il numero 13 è palesemente trattenuto da Breeland: in un modo o nell’altro i Bucs sono nei pressi della red zone, di nuovo.
Probabilmente Reid non si ricorda di quanto successo un paio di domeniche fa fra Packers e Buccaneers, non ho altre spiegazioni dinanzi al suo scellerato uso dei timeout: Brady, uno a cui non devi fare regali in partite del genere, sfrutta alla meraviglia questo regalo e, soprattutto, un regalo degli arbitri che fischiano una generosa – per non dire inesistente – pass interference su Mathieu in red zone.
Palla sulla goal line, una manciata di secondi rimasti da giocare ed ecco arrivare il terzo touchdown di Brady, questa volta ricevuto da Antonio Brown: 21 a 6 Buccaneers, incredibile.

Tampa Bay, molto semplicemente, sta riuscendo a neutralizzare Mahomes sfruttando alla meraviglia il proprio strapotere fisico sulla linea di scrimmage: la raffazzonata linea d’attacco dei Chiefs non sta riuscendo a contenere la fisicità, l’esplosività dei pass rusher avversari e Mahomes è sotto costante pressione anche senza costringere Bowles a chiamare continuamente rischiosi blitz che metterebbero il quarterback avversario nella posizione di sfruttare i conseguenti uno contro uno.
L’halftime show, diciamo così, non è dei migliori in quanto il talento di The Weeknd è fuori discussione ma, personalmente, ho trovato lo show un po’ moscio.
Ma torniamo al football.

Mahomes e compagni devono assolutamente portare a casa punti dal primo drive della seconda metà e, per qualche secondo, sembra quasi che abbiano trovato la quadratura del cerchio: il rookie Edwards-Helaire, infatti, guadagna due enormi primi down a seguito di ottime corse che portano immediatamente KC nella metà campo avversaria.
Una volta lì, però, l’attacco dei Chiefs si inceppa nuovamente, anzi, scivola, poiché un paio di scivoloni di Hardman e Kelce arrestano il loro promettente drive costringendo Reid a fare affidamento di nuovo su Butker che, da 52 yards, trova i tre punti pure in questa occasione, 21 a 9.

L’imperativo per la difesa di Spagnuolo è cacciare fuori dal campo Brady e compagni non permettendo loro di incrementare il proprio bottino, ma Brady non ha particolari problemi a muovere le catene, prima convertendo un fondamentale terzo down connettendo con Leonard Fournette e poi con una big play del fantastico Gronkowski: alle porte della red zone il reietto Fournette decide di prendersi la luce dei riflettori e con una decisa e decisiva corsa da 27 yards mette a segno il quarto touchdown della giornata per i Buccaneers portando il punteggio sul 28 a 9.
I Chiefs sono con le spalle al muro, è vero che siamo abituati a loro rimonte – soprattutto ai playoff -, ma questa volta abbiamo come l’impressione che Mahomes non possa tirare fuori dal cilindro l’ennesima magia della propria carriera poiché la pressione con la quale è costretto a convivere è semplicemente troppa: nessun quarterback, pressato in questo modo, riuscirà a muovere le catene con costanza ed efficienza.
Due giocate del reparto difensivo di Bowles spaccano la partita, poiché prima su secondo down l’irreprensibile Barrett atterra Mahomes e poi, su terzo e lungo, Mahomes trova le mani del rookie Winfield che restituisce immediatamente il pallone a Brady in un’ottima zona del campo a seguito di un bell’intercetto.

Con calma e metodicità Tampa Bay sfrutta il proprio gioco di corse cominciando a ragionare con il cronometro e malgrado uno sciagurato snap su terzo down rischi di mettere a repentaglio l’ottimo lavoro svolto, Succop converte freddamente un importantissimo piazzato da 52 yards che vale loro il 31 a 9.
Mahomes, a questo punto, sarebbe costretto a mettere insieme una rimonta da fare invidia a quella confezionata da Brady contro i Falcons qualche anno fa per riportare i suoi in partita, ma dopo un lungo drive che ci ha portati già all’ultimo quarto di gioco sale nuovamente in cattedra il pass rush dei Bucs che continua a rendere la vita un inferno al numero 15: su terzo e quarto down Mahomes viene per l’ennesima volta costretto ad inchinarsi al cospetto della poderosa pressione avversaria e, pure questa volta, il drive dei Chiefs non finisce in end zone con i sette punti.

Tampa Bay a questo punto, a tredici minuti dalla vittoria, comincia a giocare ancor più con il cronometro e dopo cinque minuti e mezzo di corse di Fournette e passaggi corti viene costretta al punt su 4&1: avrebbero potuto giocarlo, ma Arians ha preferito non correre inutili rischi, aver bruciato quasi la metà del tempo disponibile è già una grandissima vittoria.
Pure questa volta Kansas City, a fatica, muove le catene ma oramai il tempo scarseggia: non troppo distante dalla red zone, infatti, Mahomes viene atterrato per un lapidario sack che li mette davanti ad un quasi impossibile 3&33 che ci porta a presagire un altro turnover of downs.
Va così e malgrado il three and out dei Buccaneers il tempo rimasto è troppo poco per pensare ad una rimonta, anche perché l’ultimo drive dei Chiefs si spegne a seguito di un fantastico intercetto di White.

31 a 9 Buccaneers, un paio di kneel down di Brady ci portano alla meritata festa: chi se la sarebbe mai aspettata una partita del genere?
Abbiamo parlato per diverso tempo, ad onor del vero, di quanto l’assenza dei tackle titolari avrebbe potuto condizionare la partita dei Chiefs ma francamente non mi aspettavo una cosa del genere: Mahomes è stato sotto pressione per tutta la durata del Super Bowl ed una pressione del genere ha precluso loro la possibilità di giocare sul profondo, anche se c’è da dire che il reparto difensivo dei Bucs, dopo essere stato umiliato da Hill un paio di mesi fa, è riuscito a neutralizzare la velocità del numero 10 con sistematici raddoppi che abbinati alla fantastica pressione portata dal pass rush hanno di fatto reso Hill un giocatore – quasi – normale.
Tanto di cappello a Todd Bowles per aver messo insieme un gameplan brillantissimo che non ha mai permesso ai Chiefs di trovare un qualsivoglia ritmo: di Brady ne parlerò a breve in un articolo a lui dedicato, ora permettetemi di tessere le lodi ad un reparto che molto spesso è stato messo in ombra dalla lucentezza e dall’immensità del quarantatreenne che dirige l’attacco.
Personalmente – anche se impossibile – la mia personalissima game ball la darei proprio a loro, all’intero reparto, un reparto che con la propria fisicità e velocità ha inceppato i meccanismi di un attacco che in questi tre anni ci è apparso inesorabilmente infermabile: Bowles e soci hanno trovato la quadratura del cerchio ribadendo per l’ennesima volta che la pressione in NFL non genera diamanti, ma direttamente anelli.

Si conclude così, nel modo più normale possibile, la stagione più pazza di sempre: normale? Come si può parlare di normalità dopo una partita nella quale l’attacco dei Chiefs non è stato in grado di mettere a segno un singolo touchdown?
Normale perché, pure questa volta, ha vinto Tom Brady, pure questa volta ha avuto ragione lui e, soprattutto, pure questa volta questo indescrivibile essere umano ha trovato un modo nuovo per stupirci.
Complimenti ai Buccaneers, complimenti a Brady, Gronkowski, Fournette, Arians, JPP, White, Barrett, David, Bowles, a chiunque, i Tampa Bay Buccaneers non hanno semplicemente vinto un Super Bowl, hanno composto un capolavoro del quale parleremo per anni quando faremo riferimento a quella volta in cui Patrick Mahomes ci è sembrato essere un giocatore normale.

Bel finale, non c’è che dire.


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Author: Mattia Righetti

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